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Riavviare la batteria di un notebook

Scritto da Magur. Postato in Ricerca Guasti

In questo articolo voglio parlarvi della batteria del notebook, uno dei componenti che spesso ha una vita limitata,
la domanda che mi facevano spesso era sempre la stessa: come allungare la vita della batteria ?

Dobbiamo pensare alla batteria dell'auto ed al modo in cui "indirettamente" la usiamo e cioè all'accensione del mattino (scarica)
al successivo tragitto (carica), all'attesa nel traffico con luci, tergicristalli, lunotto termico acceso (scarica) e così via ...
Eppure la suddetta dura almeno 4 anni mentre quelle dei portatili solitamente non arrivano ai 2 anni di vita, come mai ?
Dato che la maggior parte delle persone lo usa al posto del pc fisso in casa, quello che ho sempre consigliato è di tenere viva la batteria e
cioè almeno una volta ogni 10-15 giorni lasciare il notebook non alimentato dalla corrente e quindi far scaricare la batteria quasi completamente, al primo avviso di batteria scarica, collegare nuovamente l'alimentatore in modo che la batteria si ricarichi completamente.

Un modo completamente sbagliato adottato da alcuni è quello di togliere la batteria dal notebook e lasciarla da parte, questo comportamento è
parecchio pericoloso perchè la batteria si autoscarica (chimicamente) e molto lentamente scende al di sotto di una certa soglia di tensione
impedendo il funzionamento della parte di elettronica contenuta al suo interno.
Battery PCB
A questo punto collegandola al pc è come se non fosse presente in quanto non riesce a "dialogare" con la sua controparte ed il notebook non fa partire la carica, per capire questo concetto basta guardare una tipica connessione estratta da uno schema

batt 1

come si vede oltre al positivo e negativo abbiamo il riporto della temperatura interna (serve come allarme al nb) e due fili MBCLK e MBDATA che sono i segnali (bidirezionali) di "dialogo" di cui parlavo prima.
L'unico modo per "resuscitare" una batteria in queste condizioni è di caricarla manualmente e per fare questo abbiamo bisogno di un "alimentatore da banco" (vedi articolo Atrezzatura Professionale) da collegare al positivo e negativo della batteria ad erogazione di corrente costante (tipicamente 1A), la tensione da applicare sarà sempre superiore alla tensione della batteria.
Alla fine della carica la batteria non assorbirà più corrente e dovrebbe essere riconosciuta correttamente dal portatile se non ci sono altri problemi.
Per utilizzare un alimentatore nei contatti della batteria, abbiamo bisogno di due cose: delle lamelle da inserire nelle fessure della batteria e di conoscere dov'è il positivo e negativo della stessa.
Per le lamelle ci dovremo inventare qualcosa, i contatti delle batterie sono provvisti di molle, quindi una lamella metallica può andare bene, magari si potrà aumentarne lo spessore con un pò di stagno, per la polarità guardate le successive due foto.
batt 2batt 3
Se prendiamo in considerazione anche quella precedente, abbiamo connettori a 7,8 e 9 poli dove positivo e negativo non coincidono tra i vari schemi, quindi la prima cosa da fare è quella di verificare con un tester se è presente anche un minimo di tensione tale da farci comprendere la polarità, se invece la batteria è proprio a terra possiamo procedere nel modo seguente.
Limitiamo la corrente a 100 mA dell'alimentatore da banco e proviamo a collegarlo ai contatti esterni della batteria che 9 volte su 10 sono positivo e negativo, poi invertiamo la polarità, in uno dei due casi dovremo vedere un piccolo assorbimento, nell'altro no, nel caso dell'assorbimento abbiamo la polarità giusta e possiamo aumentare la corrente per provare a "svegliare" la nostra batteria.



Con questo sistema ho "svegliato" parecchie batterie che sembravano da buttare, se volete approfondire qualche aspetto di questo argomento, vi aspetto nell'apposita sezione del forum.

 

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Magur

Comments   
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#9 Fisher » 2014-09-16 19:37

Citazione Magur:
L'effetto tampone non può essere migliorato, credo che sia un deterioramento delle celle della batteria. Il circuitino che ti sei autocostruito ti ha permesso di scaricare meglio la batteria e quindi di migliorare poi successivamente la carica, questo non succede nel portatile perchè "stacca" la batteria quando questa non riesce più a far funzionare l'elettronica e quindi abbastanza in anticipo. Non puoi però scaricare troppo la batteria altrimenti ti si blocca a causa dei suoi circuiti interni di controllo che interpretano la bassa tensione come un malfunzionamento. Quindi come la scarichi va bene. Spero di essere stato chiaro

Sei stato chiaro, grazie.
Fisher

Fisher

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#8 Magur » 2014-09-16 11:41

L'effetto tampone non può essere migliorato, credo che sia un deterioramento delle celle della batteria. Il circuitino che ti sei autocostruito ti ha permesso di scaricare meglio la batteria e quindi di migliorare poi successivamente la carica, questo non succede nel portatile perchè "stacca" la batteria quando questa non riesce più a far funzionare l'elettronica e quindi abbastanza in anticipo. Non puoi però scaricare troppo la batteria altrimenti ti si blocca a causa dei suoi circuiti interni di controllo che interpretano la bassa tensione come un malfunzionament o. Quindi come la scarichi va bene. Spero di essere stato chiaro

Magur

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#7 Fisher » 2014-09-14 15:38

Volevo iniziare a chiederti se il famoso effetto "tampone" che comporta la breve durata della carica di una batteria che viene vista dal pc ma che non permette allo stesso di poter avere la stessa autonomia di una volta, può essere recuperata con l'ausilio di un alimentatore da banco come hai indicato; oppure esiste un altro metodo? Al momento non possiedo un alimentatore da banco, ma con l'ausilio di un piccolo circuito che mi sono costruito; in pratica una resistenza ceramica con in parallelo un diodo che mi segnala la presenza di tensione. Questo piccolo carico mi ha permesso di assorbire la carica residua della batteria, in tempi piuttosto lunghi (2/4 giorni), ottenendo un sensibile miglioramento dell'autonomia complessiva. Quello che vorrei sapere è se la soluzione che ho applicato la si può considerare valida, e in che modo può essere migliorata. Grazie.

Fisher

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#6 Magur » 2014-06-07 14:47

Ho già risposto ad un altro utente che ha fatto la stessa tua domanda, basta leggere sotto :-)

Magur

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#5 beckham84 » 2014-06-07 14:37

ciao scusa. siccome ho un paio di batteria hp compaq. alcune durano poco e altre non caricano proprio. Volevo provare questo metodo. Siccome non ho un alimentatore banco posso provare a tempo perso con un alimentatore universale? sempre se non faccio danni e se vale la pena

beckham84

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#4 Magur » 2014-05-27 17:50

Adesso non so che conoscenza hai tu di elettronica, ma il problema è nel tipo di alimentatore che ha tensione costante e corrente variabile mentre invece servirebbe a corrente costante e tensione variabile.
Infatti la sovratensione tende a volte a svegliare la batteria (un pò come un elettroshock) mentre la corrente deve restare costante per evitare di sovraccaricare gli elementi. So benissimo che costa più della batteria infatti questo articolo è dedicato principalmente a chi li ripara. Mi spiace :-)

Magur

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#3 erofilo » 2014-05-27 16:01

Scusa, ma avevo chiaramente detto che non posseggo un alimentatore da banco; non era mia intenzione sottovalutare le tue istruzioni che avevo letto attentamente.
Capisci che un alimentatore da banco immagino non sia nel "necessaire" di chiunque ed altrettanto immagino costi più di una batteria.
Avevo trovato altri suggerimenti che proponevano l'alimentatore del PC sostenendo che il passaggio extra computer della corrente, bypassava un meccanismo di risparmio dello stesso che inibisce la ricarica in condizioni estreme..... Evidentemente era un consiglio nè fondato nè percorribile.
Ho provato per varie ore, il tester segna 1 ampere, ma la batteria continua a rimanere a 0.
Grazie comunque.

erofilo

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#2 Magur » 2014-05-27 13:27

Mi sembra di aver scritto che è necessario un alimentatore da banco a corrente costante che non è proprio la stessa cosa dell'alimentato re del pc.
Prova comunque ma equivale a tenerla inserita nel portatile visto che non hai la possibilità di aumentare la tensione tenendo costante la corrente, quindi secondo me non cambia niente.

Magur

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#1 erofilo » 2014-05-27 10:31

Avendo lo stesso problema con una batteria nuova, vorrei sapere quanto tempo è necessario lasciarla collegata . Nel mio caso non avendo un alimentatore da banco, utilizzerei l'alimentatore del PC ed appunto a questo, se possibile, vorrei sapere per quanto tempo collegarmi. Ho individuato col tester positivo e negativo sul pettine della batteria e costruito un piccolo circuito con dei morsetti inserendo una resistenza sul versante positivo. Grazie per eventuali consigli

erofilo

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