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Ai miei colleghi "elettronici" sembrerà un argomento banale e scontato, ma in tanti anni non è la prima volta che ho a che fare con gente che mastica informatica ma non ne sa niente di come si prova un diodo oppure un mosfet o un fusibile, quindi faccio questa breve guida per tutti quelli che sono completamente a digiuno.

Il tester o multimetro è lo strumento di base per chiunque abbia a che fare con elettricità, elettrotecnica ed elettronica, basta pensare a quante volte abbiamo la necessità di provare una semplice batteria di un telecomando per verificarne la carica, vediamo quindi come lo possiamo utilizzare per i nostri scopi, cercherò di essere più chiaro e semplice possibile in modo da rendere questo articolo leggibile da tutti.
Fondamentalmente possiamo utilizzare il tester in due modi: come misuratore (tensioni,resistenze,diodi,etc) oppure come indicatore di continuità elettrica.
La modalità più semplice è la "misura di continuità"; immaginiamo la corrente elettrica come un flusso d'acqua che deve passare in un tubo che nella realtà sarà il nostro filo elettrico o la pista in rame sul circuito stampato, la saldatura o il nostro cavo tv, etc ... l'acqua che entra nel tubo deve uscire dall'estremità opposta, se questo non succede è perchè il tubo è rotto e l'acqua si perde lungo il cammino.
Il puntale rosso del tester è quello che emette corrente (molto piccola) e deve chiudersi con il puntale nero per verificare la continuità, sul tester sarà presente una posizione con il simbolo del diodo oppure con le onde sonore (buzzer) come nelle foto quì sotto, se uniamo per prova i puntali, sul display leggiamo 0.00 oppure lo sentiamo suonare (o entrambe le cose).

tester buzz
Nella prova di continuità il puntale rosso e quello nero possono essere invertiti (vedi l'esempio del tubo), questa misura può essere sostituita nei tester più vecchi mettendo la manopola sulla misurazione di resistenza, in questo caso la continuità è garantita con il valore 0.00 o poco più.
In tutti questi esempi se il filo o la pista o la saldatura è interrotta, l'indicazione del tester sarà 1 oppure nel caso del buzzer esso non suonerà; con questa misura potete provare eventuali fusibili e bobine (a volte usate come fusibili) presenti sulle motherboard dei portatili.
E' possibile anche ricercare eventuali condensatori in corto che è un tipo di guasto frequente sulle motherboard, i puntali vanno messi ai capi del condensatore in esame e non ci deve essere continuità ai suoi capi, quindi non deve ne suonare ne segnare 0.

La misura delle tensioni continue (simbolo =) si effettua con la manopola messa come in foto, consiglio di usare il valore di fondo scala di 20v che ci permette di verificare tutte le tensioni presenti in un portatile a partire dall'alimentatore che solitamente è a 19 volt.
tester 20 cont
Il puntale nero sarà tenuto a massa, in questo caso basta una qualsiasi massa anche metallica e quello rosso sarà usato per la misura della tensione, nella foto di esempio misuriamo la tensione che arriva sulla scheda madre nel punto di saldatura del connettore di alimentazione, se inavvertitamente i puntali vengono invertiti, la tensione segnata dal nostro tester sarà erroneamente negativa.
conn

Ricapitolando per misurare la tensione continua...

  • Posizionare la manopola su tensione continua
  • Selezionare il fondo scala desiderato (massimo valore di lettura).
  • Posizionare il puntale nero sulla massa.
  • Posizionare puntale rosso sella tensione da misurare e leggere il valore.

La misura delle tensioni alternate (simbolo ~) serve nei portatili solamente nel caso vogliamo misurare la tensione di uscita dell'inverter (leggere questo articolo)
tester alternata
La misura della resistenza (Ω) serve appunto a misurare le resistenze, nel caso delle motherboard è poco probabile la rottura di questo tipo di componente, piuttosto può essere utile per misurare eventuali condensatori in corto circuito, problema che ho trovato parecchie volte nella ricerca dei guasti.

 

 

La prova dei Diodi, Transistor e Mosfet è quella che più ci interessa quando ricerchiamo un guasto sulla scheda madre, solitamente sul tester esiste una posizione del selettore ben precisa per provare questi componenti, tenete presente che potreste avere dei valori leggermente differenti da quelli descritti, dovuti alla presenza di altri componenti collegati a quelli sotto esame, nel dubbio dovete dissaldare almeno uno dei terminali.

Diodo: il simbolo che troverete sullo schema elettrico è quello visualizzato in foto, il diodo ha un verso di scorrimento della corrente dall'anodo verso il catodo, quindi per provare la funzionalità bisogna appoggiare il puntale rosso sul catodo e quello nero sull'anodo, in questo modo il valore segnato sarà da 0.5 a 0.8 (in questo caso sono i volt di caduta)
tester diodi
Un valore pari a 0 oppure pari a 1 indica che il diodo è in corto (primo caso) oppure è aperto (secondo caso molto frequente), in entrambi i casi và cambiato, successivamente occorre invertire i puntali per verificare se il diodo "ferma" la corrente inversa correttamente. Quindi con il puntale rosso sul catodo e quello nero sull'anodo il tester deve segnare "1", se segna "0" è in corto e và cambiato.

Transistor: si prova come i diodi con la differenza che a seconda del tipo di transitor (PNP o NPN) la corrente scorre partendo dalla "base", mi spiego con l'aiuto dei disegni visibili sotto.
Per un controllo veloce non è necessario sapere di che tipo è il transistor, procedete in questo modo: identificate la "base" ed applicategli il puntale rosso, quello nero andrà prima su un terminale e poi sull'altro (collettore ed emettitore), l'indicazione del tester deve essere simile e cioè rispetto alla base devono segnare o un valore superiore a 0 (conduzione come il diodo) oppure uguale a "1" (aperto), memorizzate i valori.
Adesso invertite i puntali, quindi nero sulla base e rosso prima sul collettore e poi sull'emettitore, l'indicazione del tester deve essere inversa rispetto a prima, in questo caso il transistor funziona, in caso di discordanze è da cambiare. Tenete presente che nel 99% dei casi di guasto, la giunzione base-emettitore o base-collettore si rompe e cioè leggerete "1" indipendentemente da come mettete i puntali.
Un ultima indicazione, la giunzione collettore-emettitore deve segnare sempre "1" (aperto) indipendentemente dal tipo di transistor e da come mettete i puntali.
trans NPNtrans PNP

Mosfet: non sono altro che dei transistor di potenza e vengono usati come interruttori o come regolatori di tensione, visto il loro largo impiego sulle motherboard dei portatili, vi rimando anche a questo articolo che spiega come verificare i problemi di alimentazione delle motherboard.
Invece per una prova veloce procediamo così, indipendentemente dal fatto che il mosfet sia a canale N o P.
mosfet
Con una pinzetta oppure un pezzo di filo elettrico mettete in collegamento Gate e Source per scaricare la capacità di Gate.
Verificate se il mosfet è "aperto" e cioè se il diodo di protezione (A) è bruciato: con i due puntali toccate Drain e Source, in un senso deve segnare la presenza del diodo (valore da 0.5 in su) dall'altro deve segnare "1", se avete in entrambi i sensi il valore "1" il mosfet è "aperto" quindi guasto.
Se avete in entrambi i sensi il valore "0" il mosfet è in "corto" e quindi guasto, verificate l'isolamento del Gate tra lo stesso e il Drain ed il Source non ci deve essere conduzione (valore "1").
In questo modo un pò "sempliciotto" avete verificato il funzionamento del mosfet ovviamente a componente spento, nella realtà il mosfet andrebbe provato dinamicamente, in rete esistono vari circuitini per fare questo.

Il tester anche se è uno dei più semplici e usati al mondo, è quello che ci occorre maggiormente nelle nostre riparazioni e quindi và fatta un pò di pratica e di esperienza.
Viste le molteplici misure e gli utilizzi, vi assicuro che per me è stato molto difficile spiegare con parole semplici il suo funzionamento, spero di essere stato sufficientemente chiaro, per qualsiasi dubbio vi invito ad usare il forum.

 

Magur